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Lo Spirito e la Chiesa

Pentecoste 2017.

Non è sempre così facile fare i conti con il ruolo dello Spirito Santo nella nostra vita, come cristiani. A volte la nostra comprensione di ciò sembra essere così «elevata» da risultare vaga. Nella seguente breve meditazione cercherò di chiarire il ruolo dello Spirito attraverso tre domande: Chi è lo Spirito? Cosa fa lo Spirito? Qual è il rapporto tra lo Spirito e la Chiesa?
Lo Spirito Santo
L’apostolo Paolo spiega come lo Spirito «cconosce tutto, anche i pensieri segreti di Dio… solo lo Spirito di Dio conosce i pensieri segreti di Dio» (1Cor 2:10). L’apostolo Pietro chiarisce questo ulteriore affermando che «Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret» (Atti 10:38). Tuttavia, nella storia della Salvezza, la presenza dello Spirito Santo è raffigurata non attraverso le fattezze di una persona, ma con l’aiuto di immagini simboliche. Quando Gesù fu battezzato, lo Spirito è venuto giù come una «colomba» (Mt 3:16, Gv 1:32). A Pentecoste lo Spirito era presente come un «forte vento» e in forma di «lingue di fuoco» (At 2, 2).
Che cosa significa lo Spirito per noi?
Queste metafore cangianti ci aiutano a comprendere che lo Spirito non agisce da solo. Lo Spirito rimane un po’ «anonimo» quando egli viene a noi indicando Cristo come Salvatore di tutti gli uomini. San Giovanni cita Gesù dicendo: egli «non vi dirà cose sue, ma quelle che avrà udito» (Gv 16,13). In questo modo possiamo dire che lo Spirito è ciò che fa. Lo Spirito è la luce in cui Gesù è visto come il Figlio del Padre. Lo Spirito riceve dal Padre l’autorità e il potere di comunicare il Figlio. Pertanto, nell’economia della Salvezza, lo Spirito è allo stesso tempo lo Spirito di Dio e lo Spirito di Cristo (Rm 8, 9).
Lo Spirito e la Chiesa
Essendo al servizio della nostra Salvezza, lo Spirito viene a noi come nostro Avvocato per dimostrare al mondo quanto il peccato sia sbagliato e per ricordarci ciò che Cristo ha insegnato gli apostoli (Giovanni 14:26, 16:7). Allo stesso modo, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza intercedendo per noi con gemiti inesprimibili a parole (Rm 8:25). Inoltre, lo Spirito guida la Chiesa nel suo ministero verso il mondo (Atti 10:19, 13:2).
Come lo Spirito opera e prega per noi, siamo allo stesso tempo chiamati a metterci al servizio dello Spirito. San Paolo ci insegna senza mezzi termini: «lasciatevi guidare dallo Spirito» (Gal 5,16). E altrove ci ammonisce, che noi, pieni dello Spirito, siamo fatti per cantare l’uno all’altro con salmi, inni e cantici spirituali e per offrire lode al Signore (Ef 5:18). Se i «gemiti inesprimibili» dello Spirito sono «troppo profondi per esprimerli le parole», egli invece ci ispira a parlare per lui. Così, nella sua testimonianza e nella lode la Chiesa deve dare voce allo Spirito.
Rivolgersi al Signore
Nelle parole finali della Bibbia il rapporto tra lo Spirito e la Chiesa è rappresentato alla stregua di un dialogo, quando lo Spirito e la Chiesa si rivolgono congiuntamente a Cristo nella sua gloria: «Lo Spirito e la Sposa dicono: “Vieni!”» (Ap 22,17). Alla fine del nostro tempo lo Spirito pronuncia parole di conforto assicurandoci: «beati i morti che muoiono nel Signore» (Ap 14,13).

☩ ROALD NIKOLAI

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06 2017