Prima Domenica d’Avvento

Il Sabato di Lazzaro nella tradizione gallicana.

È veramente degno e giusto, Signore e Padre Santo, ineffabile e indescrivibile, Creatore dell’universo, che tutti gli uomini e le donne, i vecchi e i fanciulli, tutti i popoli e tutto il creato debbano lodarti e glorificarti in questo giorno al termine della Quaresima, con grida di trionfo e trasporti di gioia, in questo giorno in cui da Gerusalemme e Betania una moltitudine di persone corse incontro al tuo Figlio, gridando concorde a piena voce: Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel Nome del Signore!

Il suolo del deserto diventa verde, ricoperto di rami e steli frondosi raccolti in Suo onore; la strada sotto i piedi di Gesù è adornata con i mantelli stesi dai discepoli, il popolo si gloria nel nuovo Vincitore e la voce delle acclamazioni raggiunge tutta la parte più interna del Tempio, dicendo: Benedetto colui che viene nel Nome del Signore!

Non temere, o figlia di Sion; ecco, il tuo Re viene seduto su un puledro figlio d’asina. Mai indietreggiando davanti alla sporcizia dei nostri peccati, egli ci risuscita insieme a Lazzaro, liberandoci dai vincoli della morte.

Vieni dunque e rimani in mezzo a noi, rinnovaci con il Pane sacrificato e con il Sangue versato per coloro che sono caduti, cosicché possiamo comprendere che tu sei in noi, o Visitatore dei nostri cuori, e andarti incontro con le celesti virtù, gridando a te, al tuo coeterno Padre e al tuo potente Spirito così:

SANTO, SANTO, SANTO il Signore Dio degli eserciti,

i cieli e la terra sono pieni della tua gloria.

Osanna nell’alto dei cieli!

Benedetto colui che viene nel Nome del Signore.

Osanna nell’alto dei cieli!

16

11 2025

Sabato di Lazzaro

Il Sabato di Lazzaro nella tradizione gallicana.

È veramente degno e giusto, Signore e Padre Santo, ineffabile e indescrivibile, Creatore dell’universo, che tutti gli uomini e le donne, i vecchi e i fanciulli, tutti i popoli e tutto il creato debbano lodarti e glorificarti in questo giorno al termine della Quaresima, con grida di trionfo e trasporti di gioia, in questo giorno in cui da Gerusalemme e Betania una moltitudine di persone corse incontro al tuo Figlio, gridando concorde a piena voce: Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel Nome del Signore!

Il suolo del deserto diventa verde, ricoperto di rami e steli frondosi raccolti in Suo onore; la strada sotto i piedi di Gesù è adornata con i mantelli stesi dai discepoli, il popolo si gloria nel nuovo Vincitore e la voce delle acclamazioni raggiunge tutta la parte più interna del Tempio, dicendo: Benedetto colui che viene nel Nome del Signore!

Non temere, o figlia di Sion; ecco, il tuo Re viene seduto su un puledro figlio d’asina. Mai indietreggiando davanti alla sporcizia dei nostri peccati, egli ci risuscita insieme a Lazzaro, liberandoci dai vincoli della morte.

Vieni dunque e rimani in mezzo a noi, rinnovaci con il Pane sacrificato e con il Sangue versato per coloro che sono caduti, cosicché possiamo comprendere che tu sei in noi, o Visitatore dei nostri cuori, e andarti incontro con le celesti virtù, gridando a te, al tuo coeterno Padre e al tuo potente Spirito così:

SANTO, SANTO, SANTO il Signore Dio degli eserciti,

i cieli e la terra sono pieni della tua gloria.

Osanna nell’alto dei cieli!

Benedetto colui che viene nel Nome del Signore.

Osanna nell’alto dei cieli!

13

04 2025

Le parole del Patriarca Ecumenico su pandemia e clima

Le parole di Sua Tutta Santità Bartolomeo, Arcivescovo di Costantinopoli-Nuova Roma e Patriarca Ecumenico, pronunciate su pandemia e cambiamento climatico durante il G20 delle religioni a Bologna.

Bologna, 13 set. (askanews) – Mettere fine alla “diffusione di opinioni pseudoscientifiche sui presunti pericoli dei vaccini” anti-Covid, e “alle calunnie rivolte agli specialisti del campo medico e alla degradazione infondata della gravità della malattia”. È il monito del patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, intervenuto a Bologna al G20 Interfaith Forum. Purtroppo, “opinioni simili vengono propagate anche per quanto riguarda il cambiamento climatico”.

“La pandemia – ha ricordato Bartolomeo I – ci lascia un’opportunità storica per ‘costruire in modo migliore’”. Un concetto già affermato il 1 settembre nell’Enciclica inviata in occasione dell’inizio del nuovo anno ecclesiastico per la Chiesa ortodossa orientale. “Preghiamo per un rapido superamento delle conseguenze della crisi sanitaria in corso e per l’ispirazione ai governi di tutto il mondo – ha detto il patriarca -, affinché non ritornino o persistano nell’economicismo, in quei principi di organizzazione della vita economica, della produzione e del consumo, dello sfruttamento delle risorse naturali, principi che prevalevano prima della pandemia”. Inoltre, “è nostro fermo desiderio che si ponga fine alla diffusione di opinioni pseudoscientifiche sui presunti pericoli dei vaccini Covid-19, alle calunnie rivolte agli specialisti del campo medico e alla degradazione infondata della gravità della malattia”.

Purtroppo, secondo il ‘papa verde’ opinioni simili “vengono propagate anche per quanto riguarda il cambiamento climatico, la sua causa e i suoi effetti disastrosi. La realtà è completamente diversa e deve essere affrontata con responsabilità, collaborazione, azioni congiunte e visione comune”.

In occasione della Festa dell’Esaltazione universale della Croce preziosa e vivificante (nota anche come Esaltazione della Santa Croce di Nostro Signore Gesù Cristo), il Vicariato d’Italia rende noto di condividere pienamente le parole di Sua Tutta Santità il Patriarca Bartolomeo, riportate dall’ex agenzia ASCA (askanews). La nostra Chiesa rinnova l’accorato invito a tutti i fedeli a vaccinarsi, ritenendo irricevibile e pretestuosa ogni obiezione al vaccino basata su presunti motivi di ordine “religioso”. Essa è frutto di una logica puramente egoista ed autoriferita ai propri pregiudizi e desideri, che si tramuta in una condotta moralmente deplorevole: non si può avallare alcun tipo di condotta ultra-individualista o considerarla cristianamente giustificabile, perché ogni peccato è in fin dei conti un atto di egoismo. Il Vicariato d’Italia ribadisce pertanto che chi non vuole vaccinarsi e pretende di continuare le proprie attività a contatto con gli altri non solo rivendica un’assurda “libertà” di infettare e far morire gli altri, ma soprattutto si pone contro lo spirito di servizio di Cristo, che ci ha insegnato a combattere le pulsioni egoistiche e a servire gli altri. Un servizio che si deve esprimere attraverso la preoccupazione verso la salute altrui ed il rispetto del creato, anche per scongiurare i devastanti effetti del cambiamento climatico, unendo le forze per proteggere il pianeta, come richiesto nell’appello lanciato dal Patriarca a Bologna, di cui ha dato notizia il Servizio Informazione Religiosa (SIR). Torniamo dunque a Nostro Signore, nel rispetto degli altri, di tutti gli esseri viventi e dell’universo.

14

09 2021

Leggi razziali, macchia indelebile del fascismo

Ricordiamo il Giorno della memoria rinnovando la condanna delle ignominiose leggi razziali antiebraiche, macchia indelebile del regime fascista e della monarchia italiana.

Il Vicariato d’Italia celebra il Giorno della memoria pregando per tutte le vittime del nazismo e del fascismo, nonché rinnovando la condanna nei confronti delle ignominiose leggi razziali antiebraiche, macchia indelebile del regime fascista e della monarchia italiana. Nella foto, la targa apposta dal comune di Trieste nel luogo in cui Mussolini annunciò la vergognosa decisione: per non dimenticare e non ripetere.

27

01 2018

Dormizione della Madre di Dio

Affresco della Dormizione della Madre di Dio presso il Monastero di Santa Maria del Rogato in Alcara Li Fusi (ME).

Il Vicariato d’Italia porge a tutti i cristiani ed ai visitatori del sito i migliori auguri per la solennità della Dormizione della Santissima Madre di Dio, festeggiando altresì la felice conclusione dei lavori della nostra Conferenza episcopale, svoltisi ad Oslo dal 3 al 6 agosto.

15

08 2017

Lo Spirito e la Chiesa

Pentecoste 2017.

Non è sempre così facile fare i conti con il ruolo dello Spirito Santo nella nostra vita, come cristiani. A volte la nostra comprensione di ciò sembra essere così «elevata» da risultare vaga. Nella seguente breve meditazione cercherò di chiarire il ruolo dello Spirito attraverso tre domande: Chi è lo Spirito? Cosa fa lo Spirito? Qual è il rapporto tra lo Spirito e la Chiesa?
Lo Spirito Santo
L’apostolo Paolo spiega come lo Spirito «cconosce tutto, anche i pensieri segreti di Dio… solo lo Spirito di Dio conosce i pensieri segreti di Dio» (1Cor 2:10). L’apostolo Pietro chiarisce questo ulteriore affermando che «Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret» (Atti 10:38). Tuttavia, nella storia della Salvezza, la presenza dello Spirito Santo è raffigurata non attraverso le fattezze di una persona, ma con l’aiuto di immagini simboliche. Quando Gesù fu battezzato, lo Spirito è venuto giù come una «colomba» (Mt 3:16, Gv 1:32). A Pentecoste lo Spirito era presente come un «forte vento» e in forma di «lingue di fuoco» (At 2, 2).
Che cosa significa lo Spirito per noi?
Queste metafore cangianti ci aiutano a comprendere che lo Spirito non agisce da solo. Lo Spirito rimane un po’ «anonimo» quando egli viene a noi indicando Cristo come Salvatore di tutti gli uomini. San Giovanni cita Gesù dicendo: egli «non vi dirà cose sue, ma quelle che avrà udito» (Gv 16,13). In questo modo possiamo dire che lo Spirito è ciò che fa. Lo Spirito è la luce in cui Gesù è visto come il Figlio del Padre. Lo Spirito riceve dal Padre l’autorità e il potere di comunicare il Figlio. Pertanto, nell’economia della Salvezza, lo Spirito è allo stesso tempo lo Spirito di Dio e lo Spirito di Cristo (Rm 8, 9).
Lo Spirito e la Chiesa
Essendo al servizio della nostra Salvezza, lo Spirito viene a noi come nostro Avvocato per dimostrare al mondo quanto il peccato sia sbagliato e per ricordarci ciò che Cristo ha insegnato gli apostoli (Giovanni 14:26, 16:7). Allo stesso modo, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza intercedendo per noi con gemiti inesprimibili a parole (Rm 8:25). Inoltre, lo Spirito guida la Chiesa nel suo ministero verso il mondo (Atti 10:19, 13:2).
Come lo Spirito opera e prega per noi, siamo allo stesso tempo chiamati a metterci al servizio dello Spirito. San Paolo ci insegna senza mezzi termini: «lasciatevi guidare dallo Spirito» (Gal 5,16). E altrove ci ammonisce, che noi, pieni dello Spirito, siamo fatti per cantare l’uno all’altro con salmi, inni e cantici spirituali e per offrire lode al Signore (Ef 5:18). Se i «gemiti inesprimibili» dello Spirito sono «troppo profondi per esprimerli le parole», egli invece ci ispira a parlare per lui. Così, nella sua testimonianza e nella lode la Chiesa deve dare voce allo Spirito.
Rivolgersi al Signore
Nelle parole finali della Bibbia il rapporto tra lo Spirito e la Chiesa è rappresentato alla stregua di un dialogo, quando lo Spirito e la Chiesa si rivolgono congiuntamente a Cristo nella sua gloria: «Lo Spirito e la Sposa dicono: “Vieni!”» (Ap 22,17). Alla fine del nostro tempo lo Spirito pronuncia parole di conforto assicurandoci: «beati i morti che muoiono nel Signore» (Ap 14,13).

☩ ROALD NIKOLAI

04

06 2017

Il fascismo incompatibile con la fede cristiana

Arcivescovo Damasceno di Atene (Damaskinos Papandreou).

In relazione al servizio televisivo andato in onda Domenica scorsa (28 maggio 2017) durante la trasmissione televisiva di Italia 1 “Le Iene” (Video Mediaset), in cui è stata mostrata un’allucinante commemorazione di un rapinatore omicida e squadrista, avvenuta a Milano il 20 maggio e nel corso delle quale una persona in abiti clericali eseguiva il saluto romano in mezzo a bandiere e gagliardetti fascisti, si ritiene di dover precisare quanto segue. La persona in questione, che sostiene di appartenere ad una sedicente “Chiesa Cattolica Nazionale in Polonia”, non ha alcuna relazione con il mondo delle chiese vetero-cattoliche tradizionali né con la Polish National Catholic Church (PNCC), giurisdizione promotrice dell’Unione di Scranton (Union of Scranton) e con cui la nostra Chiesa è in comunione; la stessa persona presente nell’inquietante filmato aveva fatto pervenire tempo fa una richiesta informale di aderire alla Nordic Catholic Church (NCC), che è stata peraltro rifiutata proprio per via del ruolo, rivendicato da costui, di “cappellano” dei reduci del governo illegale, fascista e collaborazionista della sedicente “Repubblica Sociale Italiana” (“Repubblica di Salò”), costituita tra il 1943 ed il 1945 da Benito Mussolini con il sostegno determinante dei suoi alleati nazisti pagani. L’occasione ci induce a ribadire la posizione della nostra Chiesa e delle Chiese in comunione con essa, le quali ritengono unanimemente il fascismo, come ogni altro totalitarismo, del tutto incompatibile con la fede cristiana. Chi professa idee fasciste e pertanto contrarie ai principi cristiani di uguaglianza fra gli uomini e di libertà dalla tirannide, si trova in stato di grave peccato e non può partecipare ai Divini misteri senza prima pentirsi e richiedere contrito l’assoluzione, promettendo contestualmente di abbandonare ogni convincimento o proposito anti-cristiano. La Chiesa Vecchio–Cattolica in Italia ribadisce che non vi è posto al proprio interno per chi sostiene tali abominevoli idee intolleranti, razziste ed antidemocratiche, mantenendosi fedele alla beata memoria dell’Arcivescovo Damasceno di Atene (Damaskinos Papandreou, nella foto), addormentatosi nel Signore il 20 maggio 1949, dopo esser stato guida del popolo greco nella ferma resistenza cristiana contro nazismo, fascismo ed antisemitismo.

☩ ROALD NIKOLAI

31

05 2017

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

programmaordineteutonico0117

20

01 2017

Cristianesimo e cultura europea

Sant’Agostino d’Ippona.

Qual è il patrimonio cristiano dell’Europa? La civiltà europea è stata definita “eccentrica”, nel senso che è composta da fonti al di fuori di sé, una fusione principalmente del patrimonio di Gerusalemme, Atene e Roma. Oggi, quando i rapporti tra la cristianità e la società sono stati azzerati, è di particolare interesse riflettere su come una prospettiva cristiana della vita gradualmente si impose sulla società pagana di fronte ad una varietà di concorrenti.
Identità sociale e religiosa
Gli dèi dei greci e dei romani erano le divinità della polis. Gli ebrei, d’altro canto, intesero Jahvè non solo come il Dio di Israele; egli governava tutto il genere umano. Questo universalismo è stato esteso dopo l’esilio, quando gli ebrei avevano imparato a praticare la legge al di fuori della terra promessa. Come successivo passo radicale, la Chiesa giudeo-cristiana ha battezzato i pagani dentro il popolo eletto. Così, è stata creata una nuova categoria di fedeli chiamata “i cristiani” (At 1,26). Culturalmente, i cristiani potevano rimanere romani, greci o etiopi. Questa distinzione tra identità sociale e religiosa ha fatto sì che la pratica della fede non fosse il riflesso della società data, ma dipendesse dall’ethos della Chiesa. Questa separazione è stata formulata da Cristo stesso quando ha detto che dovremmo rendere a Cesare quel che è dell’imperatore, e a Dio quello che è di Dio (Mt. 22,21).
Le due città
Sant’Agostino nella sua grande opera sulle due città – La città di Dio e la città di Babilonia – fa una differenziazione tra il secolare e il divino, che ha aperto la strada per la comprensione medievale di una civiltà cristiana nel Medioevo. Sottolineando da un lato la natura escatologica della Chiesa come popolo pellegrinante, allo stesso tempo, egli ha enfatizzato come nel loro cammino verso la Gerusalemme celeste i cristiani vivano ancora in questo mondo. Anche se la fede ci assicura l’esodo da Babilonia, egli scrive, il nostro status di pellegrini, per il momento, ci rende vicini e fintanto che si mescolano insieme, possiamo fare uso della pace di Babilonia. Ciò considerato, tanto più che in questo mondo buoni e cattivi uomini soffrono allo stesso modo (XIX: 26, I: 8). Agostino ammonisce anche gli esuli cristiani; citando il consiglio del profeta Geremia agli ebrei di Babilonia, “Cercate il benessere del paese in cui vi ho fatto deportare. Pregate il Signore per esso, perché dal suo benessere dipende il vostro benessere” (29: 7).
Autonomia dal dominio secolare
La comprensione agostiniana di un gioco equilibrato dello spirituale e del profano di cui una piattaforma simile per il rapporto tra ecclesiale e domini secolari di vita. Nel corso dei secoli la chiesa non ha fatto valere la giurisdizione della società laica. Nonostante le aspirazioni teocratiche dei re “pii” e papi “politiche”, il rifiuto di una sintesi ingiustificato tra Chiesa e Stato è stato mantenuto, almeno nella cultura europea occidentale. E ‘particolarmente importante che la Chiesa rispetta l’autonomia secolare della accademico ei domini legali. L’indipendenza della religione alla politica, ha fatto sì che il graduale passaggio ad una cultura cristiana era la conseguenza politica di diffusione culturale non causata da mezzi politici. Il cristianesimo si impose gradualmente conquistando la mentalità della società civile. L’influenza morale esercitata dalla Chiesa sulla società seguita dal comune impegno dei leader laici ed ecclesiali ai valori della legge naturale come ordinato da Dio nella sua creazione (Rm 2. 14f).
L’origine cristiana della cultura europea
Quali sono dunque i principali nozioni bibliche che il cristianesimo fusi in civiltà europea?
Prima di tutto l’idea che Dio, nostro Creatore, può essere affrontato come una persona a cui l’individuo sta responsabile per la sua vita. Questa responsabilità presuppone che l’uomo gode della libertà morale. Quindi dobbiamo chiedere perdono a quelli che abbiamo torto. A questa idea di giustizia ne consegue che dobbiamo sforzarci di essere una persona migliore. La distinzione di un prima di fronte una società presuppone che il tempo non è un ciclo infinito di ripetizioni predeterminati ma aperto al pentimento e al cambiamento. In breve, che vivono nella creazione umanità di Dio è invitato a entrare nella storia della salvezza.
È stata questa idea di una realtà trascendente come lo scopo della vita umana che i filosofi dell’Illuminismo respinte. “L’uomo ha bisogno di nessun aiuto straniero” per trovare la felicità, dicono i filosofi, la ragione può da solo fornire progressi integrando il naturale e il morale in un maggiore armonia. Il compito era quindi quello di liberare la società dalla morsa del cristianesimo. Il successo è stato auto-distruttivo. Quando “Dio è morto”, come Nietzsche ci ha detto, l’uomo muore anche. La società europea non può sopravvivere se continua consapevolmente a ignorare la propria eredità.

☩ ROALD NIKOLAI

01

09 2015

Sinodo della Nordic Catholic Church

I vescovi della NCC e della PNCC.

Si è conclusa ieri ad Oslo la riunione del Santo Sinodo della Nordic Catholic Church (NCC), di cui la Chiesa Vecchio-Cattolica in Italia costituisce il Vicariato italiano. Hanno partecipato ai lavori, oltre al clero dei paesi scandinavi, anche i rappresentanti delle strutture eccesiastiche della NCC presenti in Germania, Francia, Regno Unito ed Italia, unitamente a S.Ecc. Rev.ma mons. Anthony Mikovsky, Primate della Polish National Catholic Church (PNCC), ed al Rev. Padre Robert M. Nemkovich Jr, segretario dell’Unione di Scranton (Union of Scranton) e della Conferenza internazionale dei vescovi cattolici (ICBC). Presenti, tra gli ospiti, anche diversi vescovi anglo-cattolici del movimento anglicano di continuazione e luterani della “Chiesa alta”. Alla fine degli incontri del Santo Sinodo, presieduti da S.Ecc. Rev.ma mons. Roald Nikolai Flemestad, è stato deciso di impegnare ulteriormente la NCC nel rafforzamento dell’Unione di Scranton in Europa e nello stabilire relazioni sempre più strette con le Chiese Ortodosse presenti nel continente. Nel comunicare con gioia tale notizia, il Vicariato d’Italia porge i migliori auguri per la festività della Dormizione della Santissima Madre di Dio.

10

08 2015